Villa Padulli

Cabiate

Villa Padulli

Villa Padulli di Cabiate è l’esempio più tardivo in Brianza del perdurare dello stile neoclassico. Si tratta di una prestigiosa dimora collocata in posizione panoramica, alla sommità di un piccolo colle nel centro del paese: il luogo ideale per imporsi con autorità, pur senza perdere la distinzione e la caratteristica consona a una villa di delizia. Committenti e proprietari della dimora per secoli – prima dell’acquisizione da parte del Comune di Cabiate avvenuta venticinque anni fa – sono stati i nobili Padulli, che dopo aver acquisito il titolo di Conti sono riusciti a entrare, intorno al 1752, nel ristretto numero delle famiglie patrizie milanesi, stringendo proficue alleanze matrimoniali con i Melzi d’Eril e i Borromeo. Questa ascesa sociale ed economica ha permesso loro di arricchire il patrimonio immobiliare di famiglia con la costruzione di questa grande villa alla metà dell’Ottocento, per iniziativa di Giulio Padulli, poi senatore del Regno d’Italia. In quegli anni la villa è stata frequentata dal fior fiore dell’aristocrazia milanese, soprattutto da intellettuali patrioti del calibro del conte Mellerio, Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni. La struttura occupa complessivamente una superficie di circa duemila metri quadrati; negli interni, un tempo riccamente decorati con affreschi e pavimenti a mosaico, si trova anche una cappella privata. Elemento di pregio della tenuta è il parco all’inglese di oltre 20.000 metri quadrati, che si trova all’entrata del Parco della Brughiera Briantea, integrato recentemente al Parco Regionale delle Groane; insieme alla villa ha conosciuto anni di abbandono e trascuratezza a cui si sta ponendo rimedio con recenti progetti e stanziamenti di fondi che porteranno gradualmente a un recupero dell’intero insediamento, a partire dal parco.

Epoca di costruzione Epoca di costruzione
XIX sec.