Villa Pusterla di Mombello

Limbiate

Villa Pusterla di Mombello

Villa Carcano Arconati Crivelli nota come Villa Pusterla di Mombello (comune di Limbiate) è tra le residenze gentilizie della provincia di Monza e Brianza una delle più significative dal punto di vista storico. Molti sono gli aspetti interessanti e curiosi, in primo luogo il nome: non esistono documenti che confermino la proprietà dei Pusterla, il nome di Villa Pusterla risale al romanzo storico del 1833 di Cesare Cantù “Margherita Pusterla” che qui ne ambienta la scena centrale; interessante nel romanzo la descrizione di Villa Crivelli all’epoca di Cantù con riferimenti anche al soggiorno napoleonico.

I primi proprietari certi sono i Carcano: Giacomo Antonio Carcano muore senza eredi e lascia la proprietà di Mombello al nipote Giacomo Antonio Arconati che nella seconda metà del ‘500 insieme alla moglie Anna Visconti prende possesso della Villa e fa effettuare all’architetto Martino Bassi la prima rifabbrica che interessa in particolare il corpo centrale e l’ala sud. Nel 1719 Giuseppe Antonio Arconati vende la proprietà di Mombello ai Crivelli che incaricano Francesco Croce, architetto della guglia maggiore del Duomo di Milano, ad effettuare importanti interventi sull’ala nord, rimasta nelle forme del castello tardo medioevale dei Carcano fino ad allora, sulle terrazze e nell’oratorio di San Francesco. Nel 1797 la Villa viene requisita da Napoleone Buonaparte che vi soggiornerà con tutta la famiglia dal 5 maggio al 30 giugno. Qui si incontrano per la prima volta Josephine Beauharneis   e Letizia Ramolino, rispettivamente mogli e madre di Napoleone, Carolina, che diventerà regina di Napoli, e il Murat; qui, il 14 giugno 1797, alle 3 del mattino nell’oratorio di San Francesco si sposano le altre due sorelle di Buonaparte, Paolina con il generale Leclerc e Elisa con Felice Baciocchi. Altri ospiti famosi soggiornarono in Villa Crivelli, da Ferdinando IV, re delle due Sicilie a Carlo Porta, da Pietro Verri a Camillo, principe Borghese, secondo marito di Paolina Buonaparte, ad Alessandro Volta. Qui viene decisa la scomparsa della Repubblica di Venezia con la predisposizione degli accordi firmati nell’ottobre del 1797 a Campoformio, il ridimensionamento della Repubblica di Genova, la nascita della repubblica Cisalpina.

Nel 1819 Ferdinando Crivelli vende la villa e da quel momento ne inizia il declino: vengono disperse le suppellettili, abbandonato il giardino all’italiana, trasformati alcuni edifici con la costruzione di una filanda. La villa è oggetto di numerosi passaggi di proprietà che ne aumentano il degrado fino al suo acquisto nel febbraio del 1865 da parte della Provincia di Milano che la destina a diventare succursale della Senavra, il manicomio di Milano. Il Manicomio di Mombello verrà successivamente ampliato più volte con la costruzione di numerosi padiglioni (alla fine 25), di una funicolare interna e di un “quartiere del lavoro” capace di ospitare contemporaneamente anche 3700 ospiti per un totale di ricoverati nel corso della sua storia superiore ai 90.000. Tra questi Benito Albino, il figlio disconosciuto di Benito Mussolini che qui muore nel 1942 a 26 anni e Gino Sandri, pittore ed illustratore per la Hoepli, che lascerà oltre 550 disegni dei malati e dei medici del Manicomio destinati ad illustrare un testo di psichiatria mai realizzato. A partire dal 1978 con la legge Basaglia inizia il processo di dismissione degli ospedali psichiatrici che si concluderà per Mombello solo nel 1999; dal 1978 Villa Pusterla con l’azienda agraria annessa diventa sede dell’Istituto di istruzione Superiore ad indirizzo agrario “Luigi Castiglioni” intitolato allo straordinario botanico, nipote di Pietro Verri e autore del “Viaggio negli Stati dell’America Settentrionale” del 1790, che soggiornò in Villa Crivelli descrivendone alcune piante.

Le facciate della Villa, attualmente di proprietà della Provincia di Monza e della Brianza, sono state oggetto di restauro nel 2005.

Epoca di costruzione Epoca di costruzione
XIV sec.